9. ReplyLFN228-(1996)2232-30.08.2002_Redacted

/ 31
PDF herunterladen
-  Piani di fertilizzazione arboree

-  Pubblicazioni divulgative

-  Registro regionale dei laboratori
L’attivitä di informazione, aggiornamento e formazione & stata particolarmente intensa e rivolta a
futti i soggetti interessati dal servizio. Nei diversi momenti formativi e di aggiornamento, tenuti
da ricercatori e tecnici dell’LS.N.P., sono stati affrontati varı argomenti relativi alla
fertilizzazione per l’agricoltura sostenibile con particolare riferimento ai seguenti aspetti: ciclo
degli elementi nutritivi nel terreno, metodologie analitiche avanzate per lo studio della dinamica
dell’azoto nel sistema suolo-pianta, fertilitä biologica dei suoli, tecniche di campionamento e
conservazione del suolo e di altro materiale, interpretazione dei risultati analitici del terreno e
valutazione delle caratteristiche chimico-fisiche, metalli pesanti nel sistema suolo-pianta,
normativa nazionale ed europea sui fertilizzanti, tipologie di concimi, biomasse, fertilizzazione
per l’agricoltura biologica, predisposizione dei piani di fertilizzazione per erbacee ed ortive,
tecniche di campionamento, stoccaggio e conservazione di campioni vegetali (foglie),
interpretazione dei risultati analitici delle foglie, predisposizione dei piani di fertilizzazione per
le arboree; gli aspetti prettamente teorici sono stati integrati con giormate presso ı laboratori
dell’Istituto e giornate di Campo per il prelievo dimostrativo dei terreni e delle foglie.
A completamento dell’attivitä di formazione e aggiornamento i tecnici dei Servizi di Sviluppo
Agricolo sono stati dotati dei supporti necessari, primo fra tutti il Codice di Buona Pratica
Agricola per la protezione delle acque dall’inguinamento da nitrati realizzato dall’I.S.N.P. per
conto del MIPA.
I tecnici cosi formati hanno avviato, su tutto il territorio regionale, ]’attivitä seminariale di
informazione e aggiornamento rivolta agli agricoltori, i campionamenti di terreno e foglie e, sulla
base dei risultati analitici forniti dall’L.S.N.P., la predisposizione dei relativi piani di
fertilizzazione. Per ogni ambito provinciale, la scelta delle zone di intervento e delle colture sulle
quali realizzare i campionamenti e i relativi piani di fertilizzazione & stata demandata alle
strutture decentrate dei Servizi di Sviluppo Agricolo, con preferenza per le aree caratterizzate da
agricoltura intensiva o sensibili da un punto di vista ambientale.
Nel corso degli anni sono stati realizzati numerosi seminari per agricoltori, centinaia di analisi
del terreno e fogliari e circa mille piani di fertilizzazione relativi a colture erbacee, ortive e
arboree. A questa attivitä & stata affiancata un’azione dimostrativa in campo che ha riguardato il

rutilizzo di sottoprodotti aziendali per la produzione di compost e la fertilizzazione delle ortive.
11

Infine, sul fronte dei laboratori, nel 1999 & stato istituito il “Registro regionale dei laboratori di
analisi del suolo e fogliari a supporto dei servizi di sviluppo agricolo della Regione Lazio” e
sono in corso presso 1’I.S.N.P. i ring-test sui laboratori che hanno presentato domanda.

I risultati delle varie iniziative intraprese nell’ambito di questo servizio sono stati resi noti dalla
Regione in occasione di convegni e attraverso le pubblicazioni tecniche realizzate con il supporto
dei ricercatori e tecnici dell’L.S.N.P.: “Guida alla corretta gestione della fertilitä del suolo: analisi
del terreno e piani di fertilizzazione”, “La risorsa compost”, “Il Registro regionale dei laboratori
di analisi del suolo e fogliari a supporto dei servizi di sviluppo agricolo”.

Alla luce dell’esperienza maturata dai Servizi di Sviluppo Agricolo nell’ambito di questa
convenzione, la Regione Lazio ha introdotto alcune novitä tecniche per le Misure
Agroambientali del Piano di Sviluppo Rurale 2000-2006 (Reg. CE 1257/99). |

Nello specifico, sono state predisposte le “Norme tecniche per la redazione dei piani di
fertilizzazione” relativamente alle azioni Fl Produzione integrata ed F2 Agricoltura Biologica
del P.S.R. che obbligano il beneficiario a predisporre un piano di fertilizzazione per tutte le
colture presenti nel piano di coltivazione aziendale sulla base di un’analisi chimico-fisica
completa del terreno; dette “Norme” stabiliscono inoltre le modalitä di campionamento del
terreno, i metodi di analisi dei campioni, i criteri adottati dal tecnico aziendale per la
predisposizione del piano di fertilizzazione, le asportazioni di azoto, fosforo e potassio per le

principali colture, le tipologie e le epoche di impiego dei fertilizzanti.

Per quanto riguarda la Regione Liguria, 1’ Assessorato Agricoltura & da sempre intensamente e
direttamente impegnato ad incentivare e a favorire l’introduzione e/o il mantenimento di metodi
e/o tecniche di produzione compatibili con l’ambiente e il territorio, con particolare riferimento
all’agricoltura biologica ed integrata (L.R. 5/94 eL.R. 36/99).

Al riguardo la Regione Liguria ha predisposto nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale - misura
f (6) “Agroambiente”, norme di “buona pratica agricola” e disciplinari di produzione per la
razionalizzazione e il conseguente contenimento d’uso di fertilizzanti ed antiparassitari, applicati
tra glı altri a produzione di fronde poliennali di piena area.

Sono state inoltre potenziate le attivitä di ricerca e di sperimentazione nonche attivitä formative e
divulgative (progetti dimostrativi, corsi di formazione, ecc.) rivolte ai tecnici agricoli ed ai
floricoltori per promuovere la fattibilitä e la validitä tecnica ed economica delle innovazioni e

degli interventi a tutela dell’ambiente e del paesaggio.

10
12

Si evidenzia che in Liguria operano tre importanti centri specialistici che a vario titolo operano
sulle tematiche in parola in collaborazione con l’assessorato:

-  Istituto Regionale per la Floricoltura, ente strumentale della Regione Liguria con sede a San

Remo (IM);
- Istituto Sperimentale della Floricoltura del Ministero per le Politiche Agricole con sede a
Sarı Remo (IM)

- Centro Regionale di Sperimentazione e Assistenza Agricola di Alberga (SV).

Esistono inoltre alcune importanti iniziative rivolte alla valorizzazione e al miglioramento della
qualitä in floricoltura con particolare riferimento al riconoscimento della certificazione
comunitaria di origine delle produzioni e ad alcuni protocolli (marchio di floricoltura
ecocompatibile), in fase studio, sulla riduzione dei prodotti chimici di sintesi, inclusi i
fertilizzanti.

Per quanto sopra indicato, si ricorda altresi che in floricoltura, settore produttivo piü importante e
trainante dell’agricoltura ligure, si sta assistendo ad un progressivo processo di estensivizzazione
e di diversificazione dell’areale di coltivazione in quanto il tradizionale fiore reciso da serra
viene ad essere sostituito sempre piü dalle fronde recise in piena area.

Ciö determina sicuramente una minore pressione delle pratiche agricole sul territorio regionale
dal punto di vista dell’impatto ambientale.

Per quanto riguarda la diffusione di pratiche che assicurano la razionalizzazione e riduzione degli
apporti azotati e che sono assimilabili a programmi di azione si riporta in allegato (Allegato 2.2)
il quadro relativo alla applicazione delle misure agro-ambientali.

Con riferimento alle caratteristiche strutturali va sottolineato che l’attivitä agricola interessa una
porzione limitata del territorio regionale - la superficie agricola utilizzata costituisce circa il 15%
della superficie complessiva - con risultati economici estremamente diversificati a seconda delle
tipologie colturali e della loro localizzazione. La floricoltura in serra e in piena aria praticata
nelle zone litoranee fornisce, da sola, circa i tre quarti della produzione lorda vendibile regionale,
mentre le colture legnose e quelle foraggere. Nel Piano agroambientale regionale messo a punto
per dare applicazione al reg. 2078 si sottolinea il fatto che proprio queste coltivazioni, spesso
economicamente marginali, sono in grado di interagire positivamente con l’ambiente,
preservando i suoli dai fenomeni erosivi e franosi che interessano i versanti meno stabili. Per tale
ragione viene attribuita particolare importanza alla conservazione delle tipiche terrazze liguri,
alla manutenzione dei muretti a secco e delle altre sistemazioni superficiali del terreno

indispensabili per il mantenimento degli oliveti e dei vigneti sui versanti collinari.
13

Tutte le tipologie di intervento previste dal regolamento comunitario hanno trovato attuazione in
Liguria, ad eccezione del ritiro ventennale dei seminativi (misura F).

Nel 1997 risultano essere state finanziate circa 2.122 richieste di contributo relative a 2.036
aziende e corrispondenti a 1.900 ettari di superficie e a 950 UBA. Nel complesso, gli interventi
attivati hanno interessato il 30% della superficie prevista dal piano e circa il 2,5% della SAU

regionale.

Per ciö che concerne la Regione Marche, il Servizio Agricoltura ha provveduto a divulgare

presso glı Agricoltori, tramite le Organizzazioni di Categoria, il materiale predisposto dal

Ministero delle Politiche Agricole e Forestali in merito al Codice di Buona Pratica Agricola.

Ha, inoltre, previsto e attuato azioni secondo gli indirizzi previsti dal Codice di Buona Pratica

Agricola per il contenimento e la riduzione dei quantitativi di concimi chimici e naturali.

Tali misure sono state divulgate con l’adozione del Piano di Sviluppo Rurale (BUR n.135 del 4

dicembre 2001, Allegato 2.3.1) che prevede azioni dirette al miglior apporto di azoto in kg/ha di

terreno coerentemente alle indicazioni della Direttiva 91/676/CEE per le aree ritenute in

emergenza nitrati o vulnerabili. L’attuazione di tali misure di tutela assume allo stato attuale solo

una connotazione volontaristica connessa alla domanda per l’assegnazione degli appositi

finanziamenti espressa dai singoli operatori. In applicazione al Piano Regionale di Tutela delle

acque della Regione Marche (Supplemento n. 23 al BU n. 55 del 29 maggio 2000) e al Piano di

Sviluppo Rurale (BUR n.135 del 4 dicembre 2000, precedentemente citato) sono state

individuate e consigliate misure che, a fronte di criticitä derivanti dalla diffusione di nitrati in

concentrazione superiore ai limiti consentiti, potranno essere riproposte come obbligatorie.

Le misure da adottare sono quelle contenute nel “Programma Zonale Pluriennale” elaborato dal

Servizio Programmazione e dal Servizio Agricoltura delibera n. 184/98 “Regolamento CEE

2078/92, in quanto le azioni previste sono in linea con gli obiettivi del Piano di Tutela e

Risanamento delle Acque.

Talı azioni dovranno essere estese a tutta la SAU e riguardare i seguenti aspetti:

-  nduzione della dose annua di concime impiegato per ettaro;

-  tenuta di un registro cronologico di carico e scarico dei prodotti chimici utilizzati;

- innalzamento del tenore di sostanza organica nel terreno, ciö comporta una riduzione
dell’erosione, un miglioramento della struttura del terreno con riduzione delle lavorazioni
meccaniche;

- aratura del terreno mai superiore ai 25 cm:

12
14

-  ıinerbimento controllato nelle colture arboree e nella vite;

-  copertura del terreno nel periodo invernale;

-  niduzione del volume stagionale di adacquamento, dai 3000 mc/ha attuali, al di sotto di 1000
mc/ha, con un’irrigazione effettuata solo nei momenti maggiormente critici.

Va segnalato, inoltre, che, nelle zone corrispondenti ad alcuni Comuni della regione?, il citato

Piano di Sviluppo rurale prevede ulteriori vincoli per l’accesso ai contributi. In particolare:

-  riduzione a massimo 2 interventi preparatori del letto di semina successivi all’aratura;

- _preferenza alla non lavorazione o minima lavorazione del terreno, qualora le condizioni del
terreno lo rendano possibile, con semina su sodo e lotta alle malerbe con un solo trattamento
diserbante effettuato prima della semina con un prodotto sistemico non residuale;

-  adozione di tecniche finalizzate al mantenimento della copertura vegetale per tutto il periodo
autunnale e invernale quando massima & la presenza di piogge dilavanti e in particolare non
effettuare lavorazioni nel periodo compreso tra il 15 settembre e il 30 gennaio, lasciando
sviluppare la vegetazione spontanea.

Nel quadro delle misure aventi effetto per il contenimento dell’inguinamento da nitrati da fonti

agricole, si riportano, inoltre (Allegato 2.3.2) i risultati dell’applicazione del Regolamento
2078/92.

Per quanto riguarda la Regione Calabria, nel quadro delle azioni generali di prevenzione, volte
al contenimento dell’inguinamento provocato da nitrati, si segnala il significato delle iniziative di
divulgazione e assistenza tecnica. Tali attivitä vengono svolte dall’Agenzia Regionale per lo
Sviluppo e per i Servizi in Agricoltura (ARSSA) in base alla legge regionale n. 11 / 92 che
disciplina i servizi di sviluppo agricolo. Questi ultimi svolgono attivitä di ricerca e di
sperimentazione, di divulgazione agricola, di formazione e di qualificazione professionale, oltre
a servizi tecnici di supporto. L’attivitä di divulgazione agricola ha come oggetto di intervento

l’azienda agricola dal punto di vista sia tecnico che economico e gestionale; essa offre inoltre, al

 

- 2 Provincia di Pesaro — Urbino: comune di Belforte all’Isauro, Carpegna, Colbordolo, Cartoceto, Fano,
Fossombrone, Fratte Rosa, Frontino, Lunano, Macerata Feltria, Mombaroccio, Mondavio, Monte Cerignone,
Monteccicardo, Montecopiolo, Montefelcino, Montemaggiore al Metauro, Monteporzio, Orciano di Pesaro,
Peglio, Pergola, Piandimeleto, Pietrarubbia, S.Angelo in Vado, San Lorenzo in Campo, Sassocorvaro, Urbania,
Urbino.

-  Provincia di Ancona: Comune di Barbara, Castel Colonna, Castelfidardo, Castelleone di Suasa, Corinaldo,
Filottrano, Genga, Montecarotto, Monterado, Monteroberto, Numana, Offagna, Osimo, Ostra, Polveri, Ripe, San
Paolo di Jesi, Serra de Conti, Serra S. Quirico.

- Provincia di Macerata: Comune di Apiro, Appianano, CingoliÄ, Civitanova Marche, Corridonia,
Mantecassiano, Morrovalle, Montecosaro, Pollenza, Porto Recanati, Treia.

-  Provincia di Ascoli Piceno: Comune di Campofilone, Massignano, Sant’Elpidio a Mare.
15

mondo agricolo, un collegamento con la ricerca e la sperimentazione, L’attivitä & svolta da
tecnici polivalenti e specializzati che Operano in un sistema misto, pubblico e privato. Oltre ai
divulgatori (150 circa) dell’ente pubblico che operano all’interno dei Centri di divulgazione
agricola (CEDA) distribuiti su 22 aree regionali, sono presenti i divulgatori (50 circa) che
operano nelle organizzazioni professionali agricole attraverso le unitä di divulgazione agricola
(UDA).

Fra le attivitä dei servizi di Sviluppo agricolo & prevista la formazione e la qualificazione degli
imprenditori, dei coadiuvanti e dei salariati; la formazione dei dirigenti delle associazioni di
produttori o delle cooperative; ela formazione complementare di giovani imprenditori. Poiche
sia PARSSA che la Regione Calabria non dispongono di un centro di formazione in agricoltura,
€ previsto che l’organizzazione dei corsi possa essere affidata, tramite convenzione, ad enti
qualificati, con preferenza per quelli di emanazione delle organizzazioni professionali agricole.
Sempre nel quadro delle attivitä che consentono una significativa riduzione degli apporti azotati
al terreno, si ritiene significativo evidenziare le modalitä di applicazione nella regione Calabria
del Regolamento 2078/92. In particolare, tra le misure previste nel Regolamento 2078/92, la
Regione Calabria ha attuato la misura Al “Introduzione e/o mantenimento di una produzione
integrata”, per la quale & stato messo a punto un disciplinare che riporta le norme tecniche per
l’attuazione della misura in questione, che prevedono, tra l’altro, la predisposizione di piani di
fertilizzazione, previa analisi del terreno. L’equilibrio nutrizionale delle coltivazioni interessate
all’impegno comunitario costituisce, infatti, una componente fondamentale della “Produzione
Integrata”, per cui i beneficiari sono tenuti a predisporre specifici Piani di Concimazione
Annuale. Con il Piano di fertilizzazione i beneficiari si impegnano a rispettare le modalitä e le
epoche di esecuzione delle concimazioni come previsto in ciascun “Disciplinare di Produzione
Integrata” e conformemente alle normative vigenti in materia di protezione delle acque. Ai Piani,
come precedentemente evidenziato, devono essere allegate le analisi del terreno, che possono
essere effettuate sia da laboratori pubblici, sia privati ed hanno validitä per tutto il periodo
pluriennale della Misura Al.

Ai fini della predisposizione dei piani di fertilizzazione, con particolare riguardo all’azoto,
l’applicazione della misura Al presuppone una riduzione delle dosi massime per ettaro
consentite rispetto alle dosi ordinarie fino al 50%. Le norme tecniche prevedono, inoltre forme di
gestione del terreno, quali l’inerbimento, che, svolgono funzione diverse, tra le quali la
limitazione delle perdite di nutrienti e la difesa dall’erosione.

La superficie di applicazione prevista della misura Al & pari a circa 8.000 ha.
16

Un’altra misura, che ha ottenuto un notevole successo di applicazione, € la misura A2
“Introduzione e/o mantenimento di metodi dell’agricoltura biologica”. Tale misura si prefigge
l’obiettivo di adottare tecniche di produzione che bandiscano qualsiasi impiego di prodotti
chimiei di sintesi; applichino la rotazione colturale; riducano al minimo le lavorazioni del terreno
€ la loro profonditä; rispettino la specifica biologia della specie.

Nei due anni di attuazione hanno beneficiato della misura 1.482 agricoltori, per una superficie

pari a circa 21.400 ha (Allegato 2.4).

Per quanto concerne la Regione Abruzzo, nel quadro delle azioni generali di prevenzione
intraprese dalla Regione in esame, volte al contenimento dell’inguinamento provocato da nitrati,
si segnala il significato delle iniziative di assistenza tecnica. Nella Regione Abruzzo l’assistenza
tecnica € condotta dall’Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo (ARSSA) e dalle
organizzazioni professionali agricole. L’agenzia promuove e svolge i servizi di sviluppo
dell’agricoltura attraverso la realizzazione di Brosel di ricerca applicata e la sperimentazione
per il miglioramento delle attivitä agricole (coltivazioni, allevamenti, trasformazione e
commercializzazione, protezione ambientale). In totale i tecnici ARSSA impegnati in queste
attivita sono 106 (dati riferiti al 1996). L’ ARSSA non si occupa in modo diretto della
consulenza aziendale ma gestisce i servizi di supporto (Osservatorio per le Malattie delle Piante,
agrometeorologia, analisi chimiche, ecc.) per gli operatori del settore. Le organizzazioni
professionali coordinano i divulgatori agricoli polivalenti, ai quali compete l’assistenza tecnica
delle aziende agricole: nella regione operano 97 divulgatori, operanti presso le maggiori
Organizzazioni Professionali (ARSSA, 1996).

Con riferimento alle misure volte alla limitazione degli apporti di azoto si segnala il significato
delle misure in applicazione del Regolamento 2078/92 (Allegato 2.5). In particolare, ha notevole
rilevanza ai fini della Direttiva Nitrati la misura A2: “Introduzione e/o mantenimento dei metodi
dell’agricoltura biologica”. Le aziende che hanno aderito alla succitata misura sono 175, per una

superficie complessiva di 2.293 ha.

Per quanto conceme la Regione Campania, con l’approvazione da parte della Giunta Regionale,
a fine 2000, del “Rapporto sugli interventi regionali in materia di sperimentazione, informazione,
ricerca e consulenza in agricoltura — riprogrammazione degli interventi”, ]’Assessorato
all’agricoltura ha avviato, tra V’altro, un programma con il quale intende conferire organicitä e

completezza alla diverse iniziative regionali nel campo della concimazione aziendale, nonch&

15
17

potenziare le strutture sul territorio che si occupano del servizio di consulenza. I] programma &

stato denominato “Piano Regionale per la Consulenza alla Fertilizzazione Aziendale”
(PRCFA) (Allegato 2.6.a).

Molteplici sono gli obiettivi che il PRCFA intende perseguire:

-  Agevolare l’applicazione delle misure agro-ambientali (Allegato 2.6.b);

- Migliorare le conoscenze teorico-pratiche in materia di fertilizzazione e concimazione sia
dei tecnici regionali che degli imprenditori agricoli;

- Sviluppare utili interazioni con altre iniziative regionali;

-  Diffondere, tra gli agricoltori campani, la “cultura” dell’analisi chimico-fisica del terreno;

-  Attivare collaborazioni tecnico-scientifiche con Enti e strutture universitarie che effettuano
attivitä di ricerca e sperimentazione nel campo delle concimazioni per lo svolgimento di prove
dimostrative.

Gli obiettivi su indicati si perseguiranno mediante una serie di iniziative, “Azioni”:

Azione 1: “Formazione ed aggiornamento dei divulgatori agricoli”;
Azione 2: “Formazione ed aggiornamento degli imprenditori agricoli”;
Azione 3: “Sportelli Informativi per la Gestione Integrata dei Suoli Agricoli” (SIGISA);
Azione 4: “Sistema Informativo Regionale per la Fertilizzazione Aziendale” (SIRFA);
Azione 5: “Strumenti divulgativi”;
Azione 6: “Prove dimostrative di concimazione e di taratura agronomica”,
Azione 7: “Realizzazione del laboratorio agropedologico regionale”.
Nell’abito delle attivitä divulgative e di promozione promosse dall’Assessorato all’Agricoltura &
prevista, tra l’altro, la realizzazione di un video VHS incentrato sul testo Codice di Buona Pratica
Agricola. Il video sottolinea il ruolo essenziale dell’agricoltura e dell’agricoltore nei confronti
della gestione e della protezione dell’ambiente nonch& l’importanza di conoscere i metodi di
buona pratica agricola, in modo particolare le tecniche di concimazione azotata, per controllare
l’inquinamento determinato da nitrati derivanti da fonte agricola.
Lo sviluppo tecnico delle riprese e i contenuti rilevanti del video sono:

-  presentazione della Direttiva Nitrati e del Codice di Buona Pratica Agricola;

-  considerazioni generali del ciclo dell’azoto;:

- Influenza dei metodi di irrigazione;

- Influenza delle tecniche di lavorazione;

- influenza della gestione dell’allevamento zootecnico;

- l’importanza di un piano di fertilizzazione azotata.

16
18

Con Deliberazione n.1764 del 3 maggio 2002, la Giunta Regionale ha approvato la “Disciplina
tecnica per l’utilizzazione dei liquami zootecnici”, che regolamenta l’utilizzo agronomico dei
reflui prodotti negli allevamenti zootecnici (Allegato 2.6.c).

La disciplina si basa sulle norme dettate dal Decreto Legislativo n. 152/99 il quale punta al
riordino di tutte le disposizioni vigenti in materia di tutela delle acque dall’inquinamento e
recepisce la Direttiva CEE 91/271 concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della
Direttiva 91/676, nota comunemente come “Direttiva nitrati” in quanto relativa alla protezione
delle acque dall’inguinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole. In particolare,
l’articolo 38 del D.L. 152/99 stabilisce, tra l’altro, che le Regioni disciplinino le attivitä di
utilizzazione agronomica dei liquami zootecnici; in tal senso ha operato la Regione Campania,
attraverso un’azione congiunta degli Assessorati all’ Agricoltura, all’Ambiente ed alla Sanitä.

La disciplina prevede la presentazione di una comunicazione al Sindaco del Comune dove sono
ubicati i terreni oggetto dello spandimento, avvalendosi di un apposito modello (Modello LZ). In
tale modello, tra l’altro, oltre alla descrizione dell’allevamento, devono essere indicate le
quantitä di liquame in esso prodotto, le modalitä di stoccaggio dei reflui, alcune essenziali
caratteristiche pedologiche ed idrogeologiche del sito di spandimento, la quantitä complessiva di
azoto che viene apportata ai suoli. Attualmente la disciplina prevede un divieto di spandimento
dal 1° dicembre sino alla fine del mese di febbraio di ciascun anno. Tutte le operazioni di
spandimento devono essere annotate su un apposito registro.

Il Sindaco, che si avvale dei pareri dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente in
Campania (A.R.P.A.C.), del Servizio Igiene Pubblica dell’Azienda Sanitaria Locale (A.S.L.) e
della Giunta Regionale - Settore Tecnico Amministrativo Provinciale per l’Agricoltura - Centro
Provinciale Informazione e Consulenza in Agricoltura (S-.T.A.P.A.-Ce.P.LC.A.), puö ordinare la
sospensione dell’attivitä nel caso di mancata comunicazione o mancato rispetto delle norme
tecniche e delle prescrizioni impartite.

Il testo completo della Disciplina, il modello di comunicazione, la guida alla compilazione del
modello, nonch& il Registro delle utilizzazioni dei liquami sono riportati in allegato (Allegato

2.6.c). Essi sono disponibili, in formato elettronico, sul sito dell’Assessorato all’Agricoltura della

Regione Campania (www.regione.campania.it/agricoltura).

Nell’ambito delle azioni di prevenzione e il contenimento dell’inquinamento assunte dalla
Puglia, si sottolinea il significato dell’applicazione del Regolamento 2078/92(Allegato 2.7), che

ha ottenuto una buona adesione. Esso ha interessato circa 66.000 ha di superficie. Tale dato &

17
19

dovuto in larga parte alla grande espansione del sistema biologico regionale (applicazione della
misura A2), che ha portato la Puglia tra le prime regioni italiane per superficie agricola
convertita al biologico. In dettaglio, la Provincia con la piü ampia superficie dedicata al
biologico € stata Bari, con una dimensione media aziendale di circa 29 ha, sul totale di 46.653 ha
di superficie.

Bisogna, inoltre, sottolineare che la superficie convertita ad agricoltura biologica & stata pari a

65.471 ha, con 18.000 ha in piü rispetto a quelli certificati con l’adesione al Regolamento
2078/92.

L’azione della Regione Sicilia, per la prevenzione, e il contenimento dell’inguinamento
provocato da nitrati, si svolge attraverso iniziative di divulgazione e assistenza tecnica. Tali
attivitä vengono svolte da soggetti pubblici e privati. I principali soggetti pubblici sono rappresentati
dall’Assessorato Agricoltura e Foreste, che si avvale di alcune strutture di appoggio quali, 1’Istituto
Sperimentale Zootecnico, la Stazione di Granicoltura, il Vivaio governativo della vite americana,
Y’Istituto Vite e Vino, gli Osservatori per le malattie delle piante, e dall’ESA, che si avvale a sua volta di
due laboratori di analisi. Esistono altre strutture pubbliche che possono collaborare all’assistenza tecnica
con compiti particolari, come la Stazione di Agrumicoltura di Acireale, l’Istituto Zooprofilattico, l’Istituto
di Incremento Ippico di Catania, le Universitä.

Il territorio regionale & suddiviso in 88 sezioni periferiche di ampiezza variabile tra i 9.000 ed i 45.000
ettari, di cui 56 gestite direttamente dall’Assessorato e 32 dall’Ente di Sviluppo Agricolo (ESA). Itecnici
impegnati nell’assistenza tecnica pubblica sono 641 dell’Assessorato (dei quali 493 nelle sezioni
periferiche) e 133 dell’ ESA (dei quali 125 in periferia). Le strutture private sono rappresentate dalle
Organizzazioni di categoria, dall’Associazione Regionale degli Allevatori e dalle cooperative.
L’assistenza tecnica si svolge sulla base di progetti-programma predisposti annualmente dalle sezioni
periferiche dell’Assessorato e dell’ESA, dalle Organizzazioni professionali e dall’Associazione degli
Allevatori. Le attivitä prevedono l’informazione, la consulenza alle aziende in tema di difesa, diserbo,
tecniche produttive, confronti varietali, prove di concimazione, promozioni commerciali e quant’altro
legato allo sviluppo dell’agricoltura della zona. La formazione, che riguarda sia la preparazione
professionale degli agricoltori che l’aggiornamento dei tecnici immessi nei quadri, viene curata quasi
esclusivamente da organismi autonomi finanziati dalla Regione.

Di particolare significato, per gli effetti di riduzione degli apporti azotati, &, inoltre,
l’applicazione delle misure agro-ambientali (Regolamento 2078/92, Allegato 2.8) e
P’applicazione di un sistema di disincentivi: in particolare, per quanto riguarda il Regolamento,

nell’utilizzo di tecniche prevedenti l’apporto di sostanze di origine vegetale e/o animale con

18
20

Zur nächsten Seite